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| All’ inizio degli anni ‘80 si intensificò, con la costruzione della chiesa S. Cuore, lo sviluppo demografico del quartiere di via Roma. Si pensò, non senza problemi, di dar vita ad alcune branche nella parrocchia del quartiere di via Roma: vi fu fondato un reparto e un branco. Dopo un anno di attività alcuni capi del Guidonia 1 decisero di formare una Co. Ca. a parte. Ad essi si affiancarono, per scelta, un buon numero di rovers del clan Petaso:era nato il Guidonia 2. Dopo pochi anni la Co. Ca. iniziò, con il consenso dei R.R.Z.Z., ad avventurarsi in quelle che allora erano le idee d’ avanguardia in campo psico-pedacogico dell’ Agisci: le unità miste si iniziò prima con il branco, formato così da lupetti e lupette. I reparti rimasero ancora monosessuali ma con alcune attività in comune. Frattanto (1983) si era gia raggiunto un buon traguardo, cinque unità: | |||
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In seguito, nell’ 83/’84 si formarono i riparti misti, scelta che caratterizzò e distinse il Guidonia 2. Non poca fatica dovettero fare i capi per mettersi in passo con la nuova organizzazione delle branche, per loro del tutto nuova. La nostra comunità capi in seguito a tale scelta e trovandone piena soddisfazione, ha sempre curato, in modo particolarmente attento, la propria proposta pedagogica rivolta ai ragazzi, dando particolare rilievo ai rapporti umani nelle centinaia di attività tecniche proposte ed effettuate dai nostri ragazzi al riparto. Abbiamo anche svolto servizi particolarmente impegnativi: valga per tutti quello svolto presso la clinica ematologica diretta dal prof. Mandelli. Di una cosa ci accorgemmo subito: la città era pur sempre Guidonia ma sembrava di operare altrove. Non ci eravamo mai resi conto di quanta diversità ci fosse nel nostro quartiere, a meno di un chilometro dalle sedi del Guidonia 1 dove per anni abbiamo praticato lo scoutismo. E come per tutte le famiglie che crescono, la nostra casa diventava piccola. Si prese la decisione di costruire una nuova sede, pur continuando ad utilizzare i locali della parrocchia del S. Cuore, nelle persone di P. Aurelio prima e Padre Sebastiano dopo ci mettevano a disposizione gratuitamente. Iniziammo l’impresa con l’aiuto economico delle famiglie dei ragazzi, la buona volontà dei capi e dei ragazzi, sfruttando le capacità tecniche di ognuno, abbiamo realizzato in cinque anni di lavoro, una nuova sede che ospita la branca R/S e la Co.Ca. |
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Il lungo tempo di esecuzione è
dovuto non allo scarso interesse, ma proprio ad una caratteristica del
nostro gruppo e cioè quello di curare che tutti partecipino direttamente
alle attività e ai lavori svolti senza delegare ad esperti. Ovviamente
tale scelta fa allungare i tempi di realizzazione ma permette a tutti di
fare nuove ed interessanti esperienze e di confrontare con gli altri le
proprie capacità. Tuttavia più complessi o pericolosi si intuisce sono
stati eseguiti da operai specializzati e non da ragazzi, ma sempre tenendo
presente il nono articolo della legge: “lo scout è laborioso ed economo”. Dal 1982 a oggi il nostro gruppo scout intraprese molte esperienze e buone azioni…alcune di esse non possono passare inosservate…nel 1983 al campo estivo di Roccasecca dei volsci il riparto LAFAYETTE opera in prima azione di pronto intervento, riesce a recuperare tre feriti a tre chilometri di distanza. Nel 1986 il riparto Sherwood passa un anno tra le tecniche: costruisce interamente sette canoe, la sq Aquile progettò e realizzò la prima tenda elevata. Nel 1988 il riparto Sherwood al campo estivo di Nespolo (Rieti) costruisce l’antenna sopra una torretta di avvistamento antincendi dove esploratori e guide si sono alternati in un servizio meditazione per tutta la durata del campo. |
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